31 Lug IL TENNIS CRESCE PIU’ DEL CALCIO: LA RICERCA DI STAGEUP E CHAINON PER “GAZZETTA DELLO SPORT”
La ricerca di StageUp e ChainOn per “La Gazzetta dello Sport” evidenzia come l’effetto Sinner stia avendo ripercussioni non solo sulla crescita dell’interesse verso il tennis da parte degli italiani, ma anche delle aziende che investono nello sport.
Di seguito riportiamo l’articolo scritto e redatto da Marco Iaria e pubblicato in data 30 luglio 2026:
Jannik Sinner, gli altri top player azzurri e i grandi tornei organizzati in Italia fanno volare le sponsorizzazioni del tennis. Uno studio di StageUp e ChainOn, in esclusiva per Gazzetta, mostra come nessun altro sport possa vantare lo stesso trend di crescita. Dal 2023 al 2026 le sponsorship tennistiche sono schizzate da 71 a 133 milioni di euro, segnando un incremento dell’87%. Il calcio, che rimane la disciplina trainante con un volume di 649 milioni nell’area professionistica, ha registrato solo un +16% nello stesso arco di tempo.
Meno marcata la curva del basket (Serie A), a quota 74 milioni (+9%), e del volley (Superlega), a quota 37 milioni (+3%). Il tennis è andato ben oltre la media dell’industria sportiva che, secondo la stessa indagine, ha visto le sponsorizzazioni crescere del 44% negli ultimi tre anni, superando abbondantemente il miliardo (1.127 milioni la stima per il 2026) e andando oltre i livelli pre-Covid, grazie anche al volano delle Olimpiadi di Milano Cortina.

L’età dell’oro del tennis italiano, quindi, si misura anche attraverso le performance commerciali che stanno realizzando i detentori delle cosiddette “properties”, cioè gli atleti, sempre più popolari, e la Fitp, che, oltre a sviluppare le attività federali nazionali e sul territorio, ha in mano gli Internazionali d’Italia e, su concessione rispettivamente dell’Atp e dell’Itf, le Atp Finals e le Final 8 di Coppa Davis. Le sponsorship dei tennisti azzurri sono state conteggiate da StageUp e ChainOn, sebbene risiedano in prevalenza all’estero, per offrire una fotografia più realistica del valore economico complessivo.
Giovanni Palazzi, presidente di StageUp, spiega: “Non è soltanto questione di top player: dietro ci sono una base di pratica in crescita, un numero di tornei di alto profilo, un pubblico televisivo che non aveva mai toccato questi picchi. Oggi circa la metà degli investimenti è finalizzata agli atleti, la restante metà agli eventi e alle attività federali. Su questa base si innesta un ulteriore indotto comunicazionale costituito da contenuti pubblicitari e social, eventi collaterali e attivazioni che tengono acceso il racconto ogni giorno dell’anno”.
Ma quali sono i motivi di questo boom? “I fattori, oltre agli indispensabili successi agonistici, sono almeno quattro. La capacità della Federazione di rappresentare un costante punto di riferimento e di stimolo per l’intero movimento; la crescita del numero di comparti merceologici interessati agli abbinamenti e l’intensificazione della spesa da parte di settori particolarmente importanti come il lusso; la spinta all’esperienza live e, in particolare, quella legata alla corporate hospitality. L’ultimo fattore – conclude Palazzi – riguarda la trasformazione, ancora in corso, dei protagonisti da atleti a personaggi e imprenditori che creano aziende basate sulla loro capacità attrattiva, innovando le modalità di sponsorizzazione ma anche strutturando modi di ingaggiare e fidelizzare i fan con iniziative di comunicazione, digitali e non solo”.